Fico d’India DOP

Materia prima

Tipologia: Frutta e Ortaggi

Caratteristica distintiva: Autoctono Siciliano

Il Fico d’India DOP designa il frutto allo stato fresco ottenuto dalla specie Opuntìa Ficus-Indica L Miller nelle tre varietà Sanguigna, Sulfarina e Muscaredda.

Zona di produzione

La zona di produzione del Fico d’India DOP ricade nel territorio dei comuni di Bronte, Adrano, Biancavilla, Santa Maria di Licodia, Ragalna, Camporotondo, Belpasso e Paternò, in provincia di Catania, nella regione Sicilia. Parte dell’area risulta all’interno del Parco Regionale dell’Etna.

Storia

L’origine storica dell’introduzione in Sicilia del Fico d’India è controversa. Plinio il Vecchio nella sua Naturalis Historia attribuisce l’origine del nome ad Opunte, città greca. Per molti sarebbe stato importato nel Mediterraneo da Cristoforo Colombo di ritorno dalle Americhe; per altri risalirebbe alla dominazione araba dell’isola (IX secolo). Il fico d’India si è comunque inserito perfettamente nel panorama botanico della Sicilia con caratteristiche qualitative di colore, serbevolezza e consistenza uniche nel versante sudoccidentale etneo.

Gastronomia

Per garantire una buona conservabilità, è opportuno mantenere il prodotto in frigorifero o a temperature non superiori ai 6-8°C; in questi casi i frutti possono essere conservati fino a cinque settimane dalla raccolta. Il fico d’India DOP viene generalmente consumato fresco: si tolgono le due estremità, si taglia la buccia per tutta la lunghezza, infine si tirano i lembi con le dita, aprendoli. Oltre che fresco, questo prodotto può essere utilizzato come ingrediente di dolci caratteristici siciliani e per la produzione di un liquore antichissimo, il Rosolio di Fico d’India DOP. Con la polpa dei frutti di preparano inoltre confetture, dolci, gelati, succhi, canditi. Le bucce, prima sbollentate, si possono friggere in pastella per rendere sfiziosi gli antipasti e i contorni.