Immerso tra le colline del Calatino e circondato da un vasto querceto, il borgo di Santo Pietro è uno scrigno di storia e natura. Nato come parte dell’antica baronia di Fetanasimo, il suo destino si legò alla città demaniale di Caltagirone, che lo amministrò per secoli tra affitti agricoli e produzione di sughero, rendendolo una delle fonti di rendita più importanti della città. Nel Novecento, con la crisi postbellica e le lotte contadine per l’assegnazione delle terre, il borgo divenne teatro di profondi cambiamenti. Nel 1924, durante il fascismo, fu avviato un ambizioso progetto per trasformarlo in una “città giardino”
chiamata Mussolinia. L’architetto Saverio Fragapane tracciò una pianta urbana a raggiera, ma il sogno fu presto abbandonato a causa di scandali politici. Ne restano tracce suggestive nel paesaggio e nelle parole di scrittori come Sciascia e Camilleri. Durante la Seconda guerra mondiale, a Santo Pietro fu costruito un aeroporto militare, teatro di duri scontri e tragici episodi bellici. Nel dopoguerra, il borgo conobbe uno sviluppo lento ma costante: arrivarono scuola, rete idrica, stazione dei carabinieri e un istituto per minori. Solo negli anni ’80 fu completata l’elettrificazione. Oggi Santo Pietro, elevato a frazione nel 1969, è un luogo di villeggiatura che conserva l’anima rurale, un perfetto connubio tra storia, silenzio e natura, ideale per chi cerca un’autentica Sicilia lontana dai riflettori.
Tra i vicoli e le colline di Mazzarrone
L’itinerario che porta alla scoperta di Mazzarrone, famosa per la produzione dell’uva da tavola IGP, ha inizio dal Municipio, cuore amministrativo della città. Da qui, si imbocca la Strada Provinciale 150, che conduce nei pressi della Parrocchia Sacro Cuore. Riprendendo la SP150 giunti al primo bivio, dopo aver svoltato, si prosegue lungo la Strada Provinciale […]
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