Adagiato lungo le dolci colline che si estendono sul fianco del Monte Iudica, Castel di Iudica è un borgo ricco di storia e di fascino, con radici che affondano sin dall’età del Rame. Questo territorio è stato un crocevia di culture e civiltà diverse: dai Greci, ai Saraceni, fino ai Normanni, che ne hanno segnato profondamente il volto e le tradizioni. Sul Monte Iudica si trovano ancora oggi tracce di un antico centro abitato e di una necropoli risalenti al periodo compreso tra l’VIII e il III secolo a.C., mentre sul vicino Monte Turcisi si possono ammirare i resti di una fortificazione di epoca greca, testimoni preziosi della lunga storia del territorio. Durante l’epoca saracena, il borgo, allora conosciuto come “Zotica”, divenne un centro fortificato di grande importanza grazie alla sua posizione strategica, che attirò numerosi abitanti e favorì scambi commerciali e culturali tra popoli lontani. Il celebre cronista normanno Goffredo Malaterra racconta che nel 1076 re Ruggero I conquistò il castello che sorgeva in questa zona, dopo aver sconfitto i Saraceni, donandolo poi alla città di Caltagirone come riconoscimento per il sostegno ricevuto durante l’assedio. Anche il geografo arabo Al-Idrisi descriveva, agli inizi del XII secolo, un borgo agricolo florido e densamente popolato nei pressi del Monte Iudica, segno di una comunità vivace e prospera. Nel corso dei secoli Castel di Iudica passò da feudo di Caltagirone a frazione del comune di Ramacca tra il 1816 e il 1819, fino a diventare comune autonomo nel 1934. Il suo nome attuale rende omaggio al Monte Iudica, riaffermando il legame con un passato storico nobile e ricco di tradizioni, ancora vivo tra le sue strade e nei racconti della comunità.
Tra miti e leggende di Castel Iudica
Il percorso ha inizio da Giumarra, frazione di Castel di Iudica, dove si trova il punto bike. Da qui si prosegue su Via Pergola verso il centro di Castel di Iudica. Tappa nelle piazze principali della città (J. F. Kennedy e G. Marconi) e al Museo Civico “P. Grasso”. Uscendo dal centro si imbocca la […]
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