La Sicilia meridionale conserva oggi poche aree boschive: tra le più estese vi è il bosco di querce sempreverdi di Santo Pietro, situato circa 20 km a nord-ovest di Mazzarrone, in provincia di Catania. Il bosco si estende su un altopiano sabbioso, attraversato da valloni che dai 390 metri degradano verso la pianura di Vittoria. I suoi confini naturali sono segnati a nord e ovest dai valloni Terrana e Ogliastro, a est dal torrente Ficuzza e a sud dal territorio di Acate. Il clima è mediterraneo, con lunghi periodi di siccità in primavera e estate. In passato, il bosco era una foresta fitta e continua; oggi appare come un ampio parco in cui aree boscate si alternano a coltivi e pascoli, effetto di un’intensa attività antropica. Tuttavia, in luoghi come Fontana del Cacciatore, Fontana Molara, Cava Cannizzolo e Bongiovanni, la vegetazione conserva ancora l’aspetto originario. Le radici storiche del bosco affondano nel Medioevo. Il primo documento risale al 1160, quando il re normanno Ruggero d’Altavilla concesse l’uso del bosco agli abitanti di Caltagirone per ricompensarne il sostegno contro i Saraceni. La concessione includeva l’intera Baronia del Fetanasimo, che si estendeva per 30.000 ettari. Nel 1901 il bosco contava circa 5.000 ettari e fu definito dal Ministero dell’Agricoltura come la “più estesa sughereta d’Italia”. Ma già allora iniziava la sua frammentazione: nel 1903 un decreto ne avviò l’assegnazione; seguirono nuove suddivisioni nel 1939 e nel 1952. Oggi il bosco si è ridotto a poco più di 2.000 ettari. Dal 1952, incendi, pascoli abusivi, bracconaggio e scarsa manutenzione ne hanno compromesso l’integrità. Per questo, nel 1991, è stato inserito nel piano delle riserve naturali della Regione Siciliana. L’intervento umano ha modificato profondamente il paesaggio originario, ma sono ancora possibili azioni di recupero per contenere il degrado.
Tra i vicoli e le colline di Mazzarrone
L’itinerario che porta alla scoperta di Mazzarrone, famosa per la produzione dell’uva da tavola IGP, ha inizio dal Municipio, cuore amministrativo della città. Da qui, si imbocca la Strada Provinciale 150, che conduce nei pressi della Parrocchia Sacro Cuore. Riprendendo la SP150 giunti al primo bivio, dopo aver svoltato, si prosegue lungo la Strada Provinciale […]
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