San Michele di Ganzaria, alle pendici della montagna omonima, è un borgo ricco di storia e tradizione. Le sue origini risalgono all’anno 1000, quando sorse il casale arabo “Kalat Yhanzaria”, la Rocca dei cinghiali. Con i Normanni il luogo prese il nome di Sanctus Michael, in onore dell’Arcangelo Michele, protettore dei rifugiati bizantini.
Nel periodo angioino nacque la Chiesa di San Michele, attorno alla quale si sviluppò il borgo medievale, distrutto poi da un incendio nel Quattrocento. La rinascita arrivò nel 1534 grazie ad Antonio Gravina, che ripopolò il paese con famiglie albanesi di rito bizantino, dando vita a un patto innovativo tra culture.
Nei secoli il feudo passò tra nobili casate, fino a diventare ducato nel 1625. Dopo il terremoto del 1693, la Chiesa Madre fu ricostruita in stile barocco e completata in neogotico nell’Ottocento, con il sostegno di Ferdinando II.
Con la fine della feudalità nel 1812, San Michele divenne comune autonomo e nel 1875 assunse l’assetto urbano che conserva ancora oggi. Un luogo che racconta secoli di incontri, trasformazioni e rinascite.
